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QUALI SONO I RISCHI CHE SI POSSONO RISCONTRARE IN LABORATORIO PER L’OPERATORE?
- Rischio chimico Derivano dall'uso di sostanze chimiche e può essere associato con gli effetti tossici, acuti o cronici, di queste ultime.
- EFFETTI ACUTI: Sono quelli in grado di produrre rapide o ritardate risposte (scottature, infiammazioni, allergie, patologie dei polmoni e del sistema nervoso). Alcune sostanze chimiche sono molto pericolose a questo riguardo e piccole quantità possono causare la morteo danni molto gravi.
-EFFETTI CRONICI: Possono colpire organi o parti del corpo diverse e mentre alcuni possono scomparire se viene eliminata l'esposizione alla sostanza chimica, altri invece risultano irreversibili specialmente se il danno causato è profondo. Anche gli effetti cancerogeni rientrano in questo gruppo.
Gli incidenti più frequenti in un laboratorio chimico sono da imputare a incendi ed esplosioni. Quasi tutti i solventi organici sono infiammabili e certi, a causa della loro alta tensione di vapore, a pressione ambiente sono eccezionalmente pericolosi.
Sono quattro i modi con i quali si possono assorbire una sostanza tossica: contatto attraverso pelle e gli occhi, inalazioni, ingestione, e di iniezione.
Il contatto con la pelle resta comunque la via di assorbimento più frequente perché essa è facilmente penetrabile da sostanze chimiche e il risultato può evidenziare una irritazione cutanea. Anche l’inalazione di aria contaminata con gas, polveri o nebbie può essere un pericolo non trascurabile, in particolare per i laboratori chimici didattici. L’assorbimento attraverso le vie respiratorie avviene per sostanze sotto forma da gas, di nebbie o di polveri. I gas attraverso l’epitelio alveolare vengono facilmente assorbiti ma anche rapidamente escreti da polmoni.
Il rischio chimico è causato dalle varie sostanze reagenti di laboratorio utilizzate in ecologia, morfologia, microbiologia, chimica e biochimica.
Le sostanze chimiche vengono classificate, in base alle loro caratteristiche chimico– fisiche e tossicologiche nel seguente modo:
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ESPLOSIVI (E):
sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del nitrobenzene. |
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COMBURENTI (O):
sostanze e preparati che, a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica. |
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INFIAMMABILI (F):
sostanze e preparati che, a contatto con l’aria, a temperatura normale e senza ulteriore apporto di energia possono infiammarsi; o che a contatto con l’acqua e l’aria umida, sprigionano gas facilmente infiammabili in quantità pericolose. |
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TOSSICI (T):
sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi gravi, acuti o cronici, ed anche la morte. |
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NOCIVI (Xn):
sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi di gravità limitata. |
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IRRITANTI (Xi):
sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle e le mucose, può provocare una reazione infiammatoria. |
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CORROSIVI (C):
sostanze e preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttiva. |
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E’ stata ulteriormente introdotta una nuova simbologia riferita alla salvaguardia dell’ambiente, con la dicitura “pericoloso per l’ambiente” e la sigla N. |
- Rischio Fisico: I rischi di tipo fisico includono l’incendio, l’esplosione, i sistemi di riscaldamento e di raffreddamento, le apparecchiature in vetro, lo shock elettrico e le radiazioni ultraviolette.
- Incendi: questipossono essere causati da vari fattori, ad esempio lasciando il bunsen acceso a contatto con sostanze facilmente infiammabili, perdite di gas nell’ambiente ;
- Apparecchiatura: in un laboratorio chimico buona parte dell’apparecchiatura sono costituite da semplici strumenti in vetro. I rischi di tali materiali sono dovuti alla sua nota fragilità e la loro rottura può provocare dei tagli;
- Shock elettrico: è importante porre attenzione agli apparati elettrici o all’esistenza difili elettrici, spine o prese danneggiate. Le apparecchiature con motori elettrici non vanno disposte vicino materiali infiammabili o esplosivi. L’alto voltaggio d’apparecchi elettrici può essere letale.
- Radiazioni ultraviolette: riguardo gli effetti causati dall’esposizione a queste radiazioni, le cui fonti più comuni sono i raggi solari, è noto che si evidenziano principalmente sulla pelle non protetta e sugli occhi. Le onde più elevate possono bruciare la pelle (eritemi), gli occhi possono essere colpiti da congiuntivite. Le radiazioni sono emesse dalle cappe chimiche del laboratorio e permettono di uccidere tutti i microrganismi per evitare contaminazioni.
Il rischio fisico è causato da attrezzature quali: bunsen, dall’autoclave, dal microonde, dal microtomo e dalla stufa.
Rischio biologico
Gli agenti infettanti comprendono protozoi parassiti, funghi, batteri e virus. E’ inoltre importante ricordare che venire a contatto con animali e tessuti, secrezioni, sangue e urine da loro derivati, può comportare dei rischi di infezione.
Particolare attenzione va fatta nell’uso di materiale biologico di origine umana (sangue, tessuti, linee cellulari). Il rischio biologico è causato da terreni di cultura e campioni che si utilizzano per morfologia, ecologia e microbiologia.
QUALI SONO I RISCHI PER L’AMBIENTE?
Disporre di una procedura di smaltimento propria per ogni sostanza chimica, usata o prodotta in laboratorio, resta un problema molto serio e solo parzialmente affrontato. Le metodologie mutano da laboratorio a laboratorio e a seconda del tipo di sostanze usate, ma il principio deve essere uguale per tutti: ogni sostanza può e deve essere smaltita in modo da evitare che essa possa arrecare danni all’uomo o all’ambiente.
In generale, per poter utilizzare un’adeguata via di smaltimento, si dovrebbero osservare le seguenti precauzioni:
- Nel lavandino di laboratorio possono essere versate solo sostanze solubili in acqua. I solventi infiammabili, sempre in piccola quantità, devono essere diluiti con sufficiente acqua tale da non porre problemi d’incendio.
- Gli acidi e le basi forti dovrebbero essere diluiti al punto di portare il pH tra 3 e 11.
- Sostanze chimiche tossiche, maleodoranti o lacrimogene non vanno mai scaricate nel lavandino.
- Piccolissime quantità di composti di metalli pesanti possono essere versati in lavandino, grosse quantità sono un pericolo per l’intero sistema di raccolta delle acque.
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